Sintesi dell’intervento di Marco Pannella durante la conferenza stampa di bilancio della visita della delegazione radicale in Israele, composta da Yasha Reibman, David Carretta, Antonio Cerrone e Sergio Rovasio, nell’ambito della campagna per l’adesione di Israele nell’Unione europea.
“Possiamo di gia’ trarre un primo bilancio del soggiorno in Israele della nostra delegazione. Al termine degli incontri che abbiamo avuto alla luce delle nostre iniziative in corso come Partito Radicale Transnazionale, al Parlamento Europeo, come Radicali Italiani, e a ormai piu’ di 15 anni dal lancio di questo obiettivo, credo di poter affermare che questa battaglia, che presenta tuttora immense difficolta’, sara’ vinta, vinta – ripeto – e, preciso, in tempi politici di anni. La bandiera di Israele si aggiungera’ alle altre degli Stati che formano l’Unione Europea, i cittadini israeliani avranno anche loro passaporto europeo. Questa non e’ piu’ una semplice previsione (o come altri ritenevano e ritengono utopia o profezia), ma un annuncio.
Vengo ora a tratteggiare brevemente alcuni risultati di questi giorni. Personalmente la sera in cui sono giunto, mi sono subito recato con i miei compagni Yasha Reibman, David Carretta, Antonio Cerrone, Sergio Rovasio e Martin Schulthes alla riapertura del ‘Caffe’ Moment’ e oggi abbiamo insieme potuto, e dovuto, deporre i nostri fiori, i nostri ceri e la nostra bandiera sul luogo dell’attentato di ieri in cui le grandi organizzazioni rivoluzionarie palestinesi e dintorni hanno potuto e possono gloriarsi di aver assassinato 19 cittadini di Gerusalemme, aggiungendo questo nuovo fregio al loro cammino volto a conservare nel Medio Oriente un sistema di potere ferocemente totalitario e autoritario, fondamentalista antipopolare. Non e’ piu’ semplicemente questione di antisemitismo o antisionismo ma una lotta disperata, sottolineo, disperata che parte da tutte le capitali di questo Medio Oriente, volta ad eliminare in ogni modo quella metastasi della civilta’ e della democrazia che rappresenta nel loro corpo lo Stato di Israele.
Occorre che molti fratelli israeliani e sionisti comprendano che la loro (e la nostra) non e’ piu’ vita di vittime di olocausti passati (con il timore che siano anche presenti e futuri), ma storia ormai forte e vincente per la sintesi che si e’ venuta conquistando per i 14 milioni di ebrei nel mondo.
E’ storia della ripresa storica ed umana vincente contro i mostri di sempre ed in particolare del ventesimo secolo: fascismi, nazismi, comunismi, fondamentalismi e fanatismi di ogni tipo. Coloro che hanno dominato e dominano tuttora il Medio Oriente, e tanta parte ancora del mondo, sono di fronte ad Israele ed alla storia gia’ vinti e non piu’ trionfanti. La loro lotta e’ disperata e la barbarie dei loro terrorismi e’ appunto sintomo e prodotto di disperazione e non di forza, non di speranza.
In questi giorni insieme alla delegazione del Partito Radicale Transnazionale ho incontrato - il Presidente dello Stato di Israele Moshe Katzav, col quale ho avuto un intenso dialogo di 55 minuti; - l’Ambasciatore Avi Panzer, presidente mondiale del Keren Hayesod, gia’ Ambasciatore dello Stato di Israele in Italia; - i rappresentanti delle Comunita’ sefardite e Nessim Gaon, presidente mondiale dell’Organizzazione degli ebrei sefarditi; Avraham Ben Ami, vicepresidente del Congresso Mondiale Sefardita, mi ha invitato al Congresso Mondiale di meta’ ottobre a Barcellona; - diversi parlamentari israeliani tra cui Colette Avital e Yael Dayan (Labour), Yuri Shtern (Presidente del Gruppo parlamentare Israel Beitenu e gia’ Vice Primo Ministro del Governo Sharon/Peres), Yossi Paritzky e Modi Sandberg (Shinui), Yossi Sarid (Leader del Meretz e dell’opposizione israeliana); ci sono stati altresi’ contatti importanti con Michael Eitan (Likud) e Nachum Langental (Mafdal / Partito Nazionale religioso); - Alcune decine degli oltre 1.400 israeliani che, in due settimane, hanno aderito all’appello per l’adesione di Israele nell’Unione Europea tramite il sito www.radicalparty.org;
Sono stato invitato e ho partecipato all’apertura del 34 Congresso Sionista Mondiale.
Questi incontri, come dicevo, ci consentono di proclamare la convinzione che la lotta tremenda in corso avra’ sicuramente come esito anche il realizzarsi di una Unione Europea che avra’ come propria componente quella che sara’ simboleggiata dalla bandiera israeliana tra le altre europee, dai passaporti europei per i cittadini israeliani: sara’ il passo ulteriore verso quell’Organizzazione della Democrazia alla quale da tempo con innanzitutto Emma Bonino lavoriamo, con Non c’e’ Pace Senza Giustizia, con Nessuno Tocchi Caino e con l’appuntamento di fine ottobre di una seconda sessione del Congresso del Partito Radicale Transnazionale, dalla quale ci auguriamo emergeranno soluzioni che permetteranno l’ingresso nelle nostre responsabilita’ dirigenti di esponenti israeliani e sionisti…
Personalmente, ma su questo credo sara’ nei prossimi giorni piu’ interessante ancora ascoltare le conclusioni di Yasha Reibman, ho una sola considerazione da fare, alla quale come immaginate tengo molto:
nel 1988 il Keren Kayemet Leisrael delibero’ di dedicare un bosco nel deserto del Negev al Partito Radicale e a me personalmente. Prima di allora solo Umberto Terracini e Pietro Nenni avevano avuto tale distinzione e radicamento non solo metaforico in territorio israeliano. Come poi anche Giovanni Spadolini.
Ieri sera sono stato relatore di un dibattito al Congresso Mondiale Sionista e la Presidente che lo ha introdotto ha sottolineato che io ero l’unico non ebreo partecipante in tale qualità. Sottolineo che questo accadeva e accade grazie al trentennale impegno dell’intero movimento radicale sul fronte delle lotte sioniste e pro israeliane.
Gerusalemme, 19 giugno 2002
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